Le etichette dei prodotti e il packaging design portano con sè una grande responsabilità. Devono sapersi imporre tra i lungi scaffali in pochi secondi. Spesso basta un rapido sgurado a decidere se qualcosa viene compreso o se scompare nel mucchio, se la mano lo afferra o se continua a cercare. In fase di progettatione emergono diversi livelli: dove si trova il prodotto? In alto, in basso, al centro o da qualche parte ai margini? Cosa succede accanto ad esso? Quanto è “rumoroso” o silenzioso il prodotto? Riesce a restare impresso nella mente, anche quando qualcuno è in realtà alla ricerca di qualcos’altro?
Finchè i prodotti sono familiari a una persona, la varietà non risulta necessariamente scoraggiante. Solo guardando da lontano emerge ciò che manca: la coesione.
Più l’assortimento si amplia, meno il singolo prodotto riesce a fungere da punto di orientamento. Ciò che conta è l’interazione: sie capisce al volo cosa si sta afferrando? Come si relazionano i prodotti tra loro`Stano solo un accanto all’altro, come due vecchi conoscenti?
È proprio qui che il colore funge da principio ordinatore. Separa, unisce, guida e alleggerisce. I sistemi cromatici fungono da punti di riferimento ancor prima che il linguaggio entri in gioco. In un assortimento così ampio, il colore diventa quasi una forma di navigazione autonoma.